Minosse

Minosse Lyrics

Song Minosse
Artist Claver Gold
Artist Murubutu
Album Infernum
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作词 : Daycol Emidio Orsini/Alessio Mariani
作曲 : Claudio Passera
Dove ogni pena si fa carne e corrisponde a un peccato,
trapasso i cerchi e scendo in basso come un diavolo alato,
le cagne sbranano le salme di chi si è suicidato,
pioggia di fuoco sui violenti ed io non mi sono amato,
mi son domandato...
In quale modo puniranno quei peccati miei?
Se bruciato dagli dei?!
Condannato con i rei?!
Se la vittoria qui dipende da con chi ti allei
come Pino “Io per lei” - per gli amici morirei.
Per me che ho amato così forte da perdere il fiato,
quale pena han riservato per l’amore di un dannato?
Per me che ho odiato così poco da non farci caso,
genocidio, Pietro Maso, masticato in abomaso.
La bestia mi risputa fuori insieme ai miei dolori,
ruota la coda su se stesso e valuta i miei errori,
io che annusavo i suoi capelli e raccoglievo i fiori
sarò costretto per l’eterno a non sentire odori.
Io muoverò il primo passo, nell’abisso più basso
tra i golosi all’ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglierò il primo sasso
e pagherò il contrappasso per analogia.
Giù e ancora più giù
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua giù:
il vento è lussuria, Minosse s’infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi più giù.
Ora che hai chiuso piano gli occhi del corpo, lotti sul fondo
poi li apri, sfondo vuoto in questo grande buio.
Ora che hai chiuso invano i conti col mondo e sogni da morto
quando piove, piove fuoco, fiamme nel diluvio.
Oltre i confini, fra le corti della malasorte, qua il male sorge tra le colpe delle Malebolge,
anime in file quanto i denti stretti fra le morse, qua tante spire quanti i cerchi scelti da Minosse
e lì camminerò al contrario tra indovini e maghi, fra altri mille mali, mille piaghe come pigri e ladri
oppure immersi fra le onde, persi dentro al Flegetonte
o tormentati dalle mosche come vili e ignavi.
Una schiatta laida ora salta, qua si alza e si schianta sull’altra ed impatta in silenzio,
rinfaccia e poi scalcia, poi sbraita nell’aria, calpestata come Caifa con tutto il sinedrio!
…ed io che amavo questa lingua e il modo come suona,
il suono d’ogni nota, ogni sua strofa in prosa,
lettere erette, qui elette nella dialettica,
io devoto alla parola, luce dell’aurora.
Sarò punito per millenni a stare senza verbi,
finito in questi inferni senza versi, lemmi e termini,
ai bordi degli inverni dello stroytelling
mentre campo, mentre canto, mendicando una parola nuova
Io muoverò il primo passo, nell’abisso più basso
tra i golosi all’ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglierò il primo sasso
e pagherò il contrappasso per analogia.
Giù e ancora più giù
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua giù:
Il vento è lussuria, Minosse s’infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi più giù.
zuo ci : Daycol Emidio Orsini Alessio Mariani
zuo qu : Claudio Passera
Dove ogni pena si fa carne e corrisponde a un peccato,
trapasso i cerchi e scendo in basso come un diavolo alato,
le cagne sbranano le salme di chi si suicidato,
pioggia di fuoco sui violenti ed io non mi sono amato,
mi son domandato. . .
In quale modo puniranno quei peccati miei?
Se bruciato dagli dei? !
Condannato con i rei? !
Se la vittoria qui dipende da con chi ti allei
come Pino " Io per lei" - per gli amici morirei.
Per me che ho amato cos forte da perdere il fiato,
quale pena han riservato per l' amore di un dannato?
Per me che ho odiato cos poco da non farci caso,
genocidio, Pietro Maso, masticato in abomaso.
La bestia mi risputa fuori insieme ai miei dolori,
ruota la coda su se stesso e valuta i miei errori,
io che annusavo i suoi capelli e raccoglievo i fiori
sar costretto per l' eterno a non sentire odori.
Io muover il primo passo, nell' abisso pi basso
tra i golosi all' ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglier il primo sasso
e pagher il contrappasso per analogia.
Gi e ancora pi gi
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua gi:
il vento lussuria, Minosse s' infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi pi gi.
Ora che hai chiuso piano gli occhi del corpo, lotti sul fondo
poi li apri, sfondo vuoto in questo grande buio.
Ora che hai chiuso invano i conti col mondo e sogni da morto
quando piove, piove fuoco, fiamme nel diluvio.
Oltre i confini, fra le corti della malasorte, qua il male sorge tra le colpe delle Malebolge,
anime in file quanto i denti stretti fra le morse, qua tante spire quanti i cerchi scelti da Minosse
e l camminer al contrario tra indovini e maghi, fra altri mille mali, mille piaghe come pigri e ladri
oppure immersi fra le onde, persi dentro al Flegetonte
o tormentati dalle mosche come vili e ignavi.
Una schiatta laida ora salta, qua si alza e si schianta sull' altra ed impatta in silenzio,
rinfaccia e poi scalcia, poi sbraita nell' aria, calpestata come Caifa con tutto il sinedrio!
ed io che amavo questa lingua e il modo come suona,
il suono d' ogni nota, ogni sua strofa in prosa,
lettere erette, qui elette nella dialettica,
io devoto alla parola, luce dell' aurora.
Sar punito per millenni a stare senza verbi,
finito in questi inferni senza versi, lemmi e termini,
ai bordi degli inverni dello stroytelling
mentre campo, mentre canto, mendicando una parola nuova
Io muover il primo passo, nell' abisso pi basso
tra i golosi all' ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglier il primo sasso
e pagher il contrappasso per analogia.
Gi e ancora pi gi
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua gi:
Il vento lussuria, Minosse s' infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi pi gi.
zuò cí : Daycol Emidio Orsini Alessio Mariani
zuò qǔ : Claudio Passera
Dove ogni pena si fa carne e corrisponde a un peccato,
trapasso i cerchi e scendo in basso come un diavolo alato,
le cagne sbranano le salme di chi si suicidato,
pioggia di fuoco sui violenti ed io non mi sono amato,
mi son domandato. . .
In quale modo puniranno quei peccati miei?
Se bruciato dagli dei? !
Condannato con i rei? !
Se la vittoria qui dipende da con chi ti allei
come Pino " Io per lei" - per gli amici morirei.
Per me che ho amato cos forte da perdere il fiato,
quale pena han riservato per l' amore di un dannato?
Per me che ho odiato cos poco da non farci caso,
genocidio, Pietro Maso, masticato in abomaso.
La bestia mi risputa fuori insieme ai miei dolori,
ruota la coda su se stesso e valuta i miei errori,
io che annusavo i suoi capelli e raccoglievo i fiori
sar costretto per l' eterno a non sentire odori.
Io muover il primo passo, nell' abisso pi basso
tra i golosi all' ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglier il primo sasso
e pagher il contrappasso per analogia.
Gi e ancora pi gi
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua gi:
il vento lussuria, Minosse s' infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi pi gi.
Ora che hai chiuso piano gli occhi del corpo, lotti sul fondo
poi li apri, sfondo vuoto in questo grande buio.
Ora che hai chiuso invano i conti col mondo e sogni da morto
quando piove, piove fuoco, fiamme nel diluvio.
Oltre i confini, fra le corti della malasorte, qua il male sorge tra le colpe delle Malebolge,
anime in file quanto i denti stretti fra le morse, qua tante spire quanti i cerchi scelti da Minosse
e l camminer al contrario tra indovini e maghi, fra altri mille mali, mille piaghe come pigri e ladri
oppure immersi fra le onde, persi dentro al Flegetonte
o tormentati dalle mosche come vili e ignavi.
Una schiatta laida ora salta, qua si alza e si schianta sull' altra ed impatta in silenzio,
rinfaccia e poi scalcia, poi sbraita nell' aria, calpestata come Caifa con tutto il sinedrio!
ed io che amavo questa lingua e il modo come suona,
il suono d' ogni nota, ogni sua strofa in prosa,
lettere erette, qui elette nella dialettica,
io devoto alla parola, luce dell' aurora.
Sar punito per millenni a stare senza verbi,
finito in questi inferni senza versi, lemmi e termini,
ai bordi degli inverni dello stroytelling
mentre campo, mentre canto, mendicando una parola nuova
Io muover il primo passo, nell' abisso pi basso
tra i golosi all' ingrasso e vespe in frenesia.
Dove il silenzio fa chiasso, scaglier il primo sasso
e pagher il contrappasso per analogia.
Gi e ancora pi gi
pa pa pa pa pa panta rei
fossi in te mi odierei
ma qua gi:
Il vento lussuria, Minosse s' infuria,
letame ed ingiuria, ora scendi pi gi.
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